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domenica, Ottobre 17, 2021

Benzina ai massimi dal 2014. Come si può evitare la stangata alla pompa?

Il 2021 si sta rivelando l’anno nero per il costo del greggio, con rincari che toccano i massimi raggiunti nel 2014. In un anno esatto, da settembre 2020 ad oggi, il pieno di benzina da 50 litri è rincarato di circa 14 euro, mentre quello di gasolio di oltre 12 euro.

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Se sommiamo a questi aumenti anche quelli che faranno inevitabilmente lievitare le bollette dell’energia, ecco che per i consumatori si prospetta un autunno di fuoco.

Non dimentichiamo neppure che i prezzi mostrati alla pompa di benzina sono riferiti al greggio estratto alcuni mesi fa, visto che la raffinazione impiega, per l’appunto, un paio di mesi nella lavorazione del petrolio, prima di farlo giungere sul mercato al dettaglio. Il futuro, quindi, appare incerto, mentre le tasche degli italiani vengono svuotate da rincari e spese pazze.

Ma risparmiare non è cosa impossibile e anche in una situazione di allarme globale come quella che stiamo vivendo, esistono soluzioni che possono farci risparmiare. Scopri con noi come fare.

Stangata benzina: come risparmiare

Quanto pesano le accise sul prezzo del pieno

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I consumatori lo sanno: quando ci si reca alla pompa di benzina per fare rifornimento, nel costo finale non c’è solo il prezzo del greggio. Nel gran calderone delle spese, la parte del leone la ricoprono le accise. Ricordiamo che, nel 2021, il nostro pieno sostiene ancora la guerra in Etiopia (del 1935-36) o il crollo della diga del Vajont (1963). E non solo. 

Ecco perché, puntuali come un orologio svizzero, ad ogni rincaro importante del prezzo del petrolio, le associazioni dei consumatori chiedono al Governo di intervenire, tagliando parte delle accise ormai vetuste. Il problema è che, proprio da queste voci, lo Stato ricava un gettito annuo di circa 25 miliardi di euro che va a finanziare il bilancio del nostro Paese. Ogni intervento di riduzione delle accise, quindi, costringerebbe il Governo a reperire le risorse in altro modo, introducendo nuove tasse o tagliando altre voci di spesa.

Come risparmiare sul pieno di benzina

Risparmiare sul pieno di benzina non è impossibile. Anche un manciata di centesimi non spesi alla settimana, può diventare una discreta somma in un anno.

Vediamo, dunque, come salvare almeno in parte le nostre finanze dai rincari sul greggio.

Innanzitutto, si può considerare di fare il pieno nei distributori “bianchi”, ovvero senza logo. Presso questi rivenditori il risparmio è garantito grazie a prezzi più bassi rispetto alla concorrenza e sconti ricorrenti durante l’anno.

Come riescono i benzinai “no logo” a proporre prezzi ridotti? 

Non essendo legati a compagnie petrolifere multinazionali riescono a spuntare prezzi migliori rifornendosi da distributori locali. In altri casi si riforniscono all’ingrosso sfruttando le offerte che ricevono dalle grandi aziende che si occupano della distribuzione di diesel e benzina. 

Se a questo aggiungiamo anche che i distributori “no logo” non devono versare royalties alle major petrolifere per esporre il loro marchio, ecco che tra le pompe bianche e quelle delle multinazionali, il risparmio può arrivare anche a 10 centesimi al litro. Una cifra che, nel lungo periodo, inizia a diventare importante.

Per conoscere la rete di pompe senza logo è possibile consultare questa pagina e scoprire qual è il distributore privato più vicino a te.

Scopri le App che monitorano i prezzi

App per rispamiare sul pieno di benzina

Esistono poi innumerevoli App per smartphone che sono in grado di indicare i prezzi più vantaggiosi sul carburante.

Waze

Si tratta di applicazioni cooperative, che raccolgono cioè i dati condivisi dagli utenti per mostrare costi sempre aggiornati. Tra le più note troviamo “Prezzi Benzina” [Android|iOS], “Ecomotori.net” [Android|iOS] o “Risparmia sui prezzi benzina” [iOS]. E’ possibile scegliere il tipo di carburante di cui si ha bisogno e, attivando la geolocalizzazione, l’applicazione mostra sulla mappa la pompa di benzina più vicina a te, col relativo prezzo, e ti ci porta.

Anche Google Maps e Waze [Android|iOS] sono in grado di mostrare i prezzi dei diversi rivenditori presenti sul territorio. Nel navigatore di Big G, grazie al recente aggiornamento, basta aprire l’app, cliccare sulla voce “benzinai” che compare sotto la barra di ricerca dell’indirizzo per vedere i prezzi delle diverse pompe di benzina. L’elenco, però, non è completo di tutti i prezzi e potresti trovare distributori senza i costi indicati.

Waze non è stata da meno, specie negli ultimi mesi, visto che ha investito risorse e tempo nella rilevazione dei prezzi del carburante, indicando sulla propria mappa dov’è più conveniente rifornirsi. Sono presenti i costi di benzina e diesel al self-service e di metano e gpl al servito.

Come vedi, quindi, risparmiare è possibile in attesa di capire cosa succederà al mercato del greggio nei prossimi mesi. E se vuoi conoscere quali misure il Governo ha deciso di mettere in atto per tagliare anche parte dei costi nelle bollette dell’energia, leggi qui il nostro articolo in merito.


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